
Sono convinto che Gli interessi in comune, di Vanni Santoni, abbia tutte le carte in regola per potersi considerare un romanzo generazionale.
Vanni Santoni, nel suo secondo romanzo, è capace di raccontare un decennio in un istante, una serie di fotogrammi di eterno presente in cui compaiono e scompaiono le vite dei personaggi in un bar di provincia, nel Valdarno. Dieci anni che hanno traghettato dall’adolescenza all’età adulta, senza che niente sia cambiato, nonostante tutto sia cambiato. Usi, costumi e consumi di una generazione stupefatta sono raccontati magistralmente dall’autore fiorentino d’adozione, capace di incollare il lettore alle pagine del suo libro divertente e malinconico allo stesso tempo.
Gli interessi in comune è un ritratto delicato di agrodolce vita di provincia. La scrittura è scorrevole, lineare, fluida. Espressioni, affermazioni, modi di dire, un linguaggio che riporta la realtà sulla pagina così com’è, senza filtri, vera, reale. Non una parola fuori posto, nessuna zona morta. Un grande lavoro di memoria.
Il libro si apre con manifesto/non manifesto di uno dei personaggi, per poi strutturarsi in 23 capitoli, ognuno dei quali ha per titolo il nome di una droga, droga intesa nel concetto più ampio del termine: i capitoli di apertura e di chiusura intitolati all’Lsd, passando così per cannabis, ecstasy, anfetamina, ketamina, cocaina, oppio, mescalina, MDMA, eroina, come per fendimetrazina o diazepam, fino ad arrivare alle più comuni e legali caffè, noce moscata, alcol, sesso, tabacco, dolore.
Ogni capitolo, una storia, la droga il pretesto per raccontarla, l’interesse in comune di tanti ragazzi che non hanno tanto altro da condividere. In apertura di ogni capitolo, un personaggio, un’istantanea, un ritratto brevissimo, un momento astratto e definitivo. Sono i Personaggi Precari dei due blog di Vanni Santoni, Personaggi Precari appunto prima, e attualmente Sarmizegetusa, di cui sono personalmente un appassionato lettore.
A mio avviso il tema, il filo conduttore del romanzo, è il racconto della vita stessa, attraverso le esistenze di questi personaggi, il loro viaggio alla ricerca della maturità; e poi la provincia italiana, tutta uguale da nord a sud e isole, il bar come luogo attorno al quale gravitano le giornate e le uscite di questi spiantati, una situazione comune ai tanti che hanno conosciuto la vita di provincia di quest’italietta triste, col mito/miraggio della Città: Firenze, Amsterdam, Berlino, le mete dei nostri ragazzi.
Come ogni storia di vita, di viaggio, c’è qualcuno che resta fuori e c’è chi torna, chi lo fa per necessità, chi perché costretto. Vite, esistenze precarie. Una generazione senza certezza di futuro.
E poi la droga. Il minimo comune denominatore dei ragazzi protagonisti de Gli interessi in comune è la ricerca costante di sballo, la droga sempre più bene di consumo di una generazione, quotidiana pratica diffusa in maniera trasversale in tutte le categorie sociali, che ancora viene vista da una parte della società e dalla quasi totalità dei media di massa in maniera distorta. Appare evidente un approccio nuovo, moderno, tipico della nuova generazione, sempre più sballata, a volte consapevole, a volte meno. L’autore parla di droga, senza giudicare mai.
Quando anche le istituzioni saranno in grado di affrontare i fenomeni sociali per quello che sono, probabilmente ci potrebbe essere maggiore consapevolezza laddove manca, perché manca la corretta informazione.
Scrivere questo romanzo era un dovere per una generazione, Vanni Santoni si è incaricato dell’arduo compito riuscendo in questo piccolo capolavoro, che non può che farci considerare lo scrittore toscano un patrimonio nazionale, uno dei migliori talenti che abbiamo.
Come ho affermato in un commento su una selezione di Personaggi Precari pubblicato su Nazione Indiana, non leggere Santoni è un reato perseguibile penalmente.
Addirittura perseguibile penalmente? Guarda che sei nel Paese sbagliato per fare minacce del genere… ahahahah
Commento di Cloudy230 — 01/07/2009 @ 14:01
[...] comunicazione di servizio Luglio 1, 2009 Gianluca Liguori, scrittore e colonna di “scrittori precari” ha scritto una bella recensione de Gli interessi in comune. QUI. [...]
Pingback di comunicazione di servizio « sarmizegetusa — 01/07/2009 @ 17:56
[...] Secondo il giovane scrittore Gianluca Liguori, “Vanni Santoni, nel suo secondo romanzo, è capace di raccontare un decennio in un istante, una serie di fotogrammi di eterno presente in cui compaiono e scompaiono le vite dei personaggi in un bar di provincia, nel Valdarno. Dieci anni che hanno traghettato dall’adolescenza all’età adulta, senza che niente sia cambiato, nonostante tutto sia cambiato. Usi, costumi e consumi di una generazione stupefatta sono raccontati magistralmente dall’autore fiorentino d’adozione, capace di incollare il lettore alle pagine del suo libro divertente e malinconico allo stesso tempo” (fonte: Sito di Liguori). [...]
Pingback di Lankelot » Archivio del Blog » Santoni Vanni - Gli interessi in comune — 29/07/2009 @ 12:09